No al Nucleare in ItaliaNo al Nucleare in Italia
--- No al Nucleare in Italia ---


“Salve a te visitatore :D”

ci presentiamo:

Alessandro Savio.
Sono di Latina, faccio il grafico 3D, ho la passione per la fotografia e degli sport all'aria aperta come il Free Climbing, la bicicletta, il tennis, la corsa e l'escursionismo in generale. Proprio questo aspetto del mio carattere mi ha sempre fatto avere un buon rapporto con l'ambiente che è una risorsa che dobbiamo proteggere. Lo sviluppo deve rendere migliore la vita, non renderci succubi dei problemi che noi stessi ci siamo creati e il nucleare ne creerebbe davvero molti.

Jessica Brighenti.
Laureanda presso lo IUAV di Venezia in Pianificazione e politiche per l'ambiente. Il mio interesse per le tematiche ambientali scaturì anni fa quando mia cugina Silvia mi prestò il libro "Ognuno può fare la differenza", di Julia Butterfly Hill. Quel libro mi ha aperto gli occhi su molti aspetti della mia vita che tralasciavo e mi ha fatto comprendere come tutti noi nel nostro piccolo facciamo parte di un sistema globale molto più grande, che da noi è influenzato e che solo noi possiamo migliorare e renderlo più sostenibile: più sostenibile per noi stessi e soprattutto per il nostro pianeta e per le generazioni future.

Questo sito rappresenta un gruppo nato su facebook con le seguenti finalità:
1. confrontarsi e discutere a proposito della produzione di energia elettrica da nucleare e sul rientro del nucleare in Italia.
2. fornire una bacheca comune per gli amministratori dei vari gruppi su facebook, e quanti altri vorranno iscriversi, per condividere idee, iniziative, informazioni utili a portare avanti la nostra e la vostra battaglia.
3. diffondere il più possibile nelle nostre città quanto apprendiamo da questa condivisione di intenti di idee e fare tanta, tanta informazione sulle verità del nucleare.

Quindi dal locale al nazionale e viceversa (in un processo bottom-up top-down), portando nelle nostre città più informazione possibile! Negli intenti del gruppo c'è la volontà di coordinarsi sulle iniziative, per far sapere che non siamo piccole entità frammentate e disperse sul territorio nazionale, ma che abbiamo tutti una voce in comune che grida il no al rientro del nucleare in Italia.

Siamo convinti che in Italia in questo preciso contesto storico-socio-economico il rientro al nucleare costituisca un grave errore: ora più che mai abbiamo tutte le condizioni per approfittare del consolidamento ormai globale della cosiddetta GREEN ECONOMY. Il nostro paese ha bisogno di un rinnovamento strutturale del sistema di produzione e distribuzione dell'energia: questo può avvenire solo mediante una politica energetica nazionale improntata su: risparmio, efficienza e sfruttamento di energie rinnovabili. Una strategia politica di questo tipo costituirebbe una vera rivoluzione del sistema occupazionale italiano; si creerebbero nuovi posti di lavoro altamente qualificati, nascerebbero nuove industrie del settore, la ricerca verrebbe incentrata sullo sviluppo sostenibile, su tecnologie avanzate di produzione sostenibile di energia e questo ci allineerebbe alle economie più virtuose del nord Europa.

La produzione di energia elettrica da centrali nucleari significa: centralizzazione, militarizzazione.
Una rivoluzione del sistema energetico nazionale basato su risparmio energetico, efficienza e sfruttamento di energie rinnovabili, significherebbe: benefici diffusi e decentralizzazione della produzione energetica, in un mercato libero dove ognuno può aspirare a diventare energeticamente autosufficiente, insomma, una nuova Italia. Non dimentichiamo che ci sono importanti scadenze da rispettare nella riduzione delle emissioni di CO2: Protocollo di Kyoto e gli obiettivi 20-20-20 europei: Kyoto scade nel 2012, gli obiettivi europei nel 2020. Finora l'Italia si è dimostrata molto scarsa nell'impegno nella lotta ai cambiamenti climatici, una lotta ormai condivisa nell'intero globo. Nella classifica secondo il Climate Change Performance Index 2010 del German Watch, su 60 Paesi, l'Italia si colloca 44°. Inoltre le politiche attuali hanno causato un aumento delle emissioni di CO2 e di consequenza difficilmente rispetteremo al 2012 la riduzione del 6,5% rispetto al 1990 come previsto dal Protocollo di Kyoto. In aggiunta non riusciremo a rispettare per il 2020 gli obiettivi “20-20-20” Europei (entro il 2020, ridurre del 20% le emissioni di anidride carbonica, aumentare al 20% l'energia prodotta da fonti rinnovabili e migliorare del 20% l'efficienza energetica), il non rispetto degli obiettivi farà pagare all'Italia le sanzioni previste.

Concentrare le risorse e le strategie politiche sul rientro al nucleare non porterà nulla di ciò: portiamo ancora sulle spalle l'eredità del nucleare italiano il cui decommissioning riscontra notevoli ritardi e costi elevatissimi, senza considerare che questi costi gravano sulle nostre bollette e che questo denaro finanzia la SOGIN, la società pubblica incaricata dello smantellamento delle centrali nucleari in Italia.



Link al gruppo su Facebook:
“MOVIMENTO NAZIONALE "NO AL NUCLEARE IN ITALIA" coordiniamo tutti i gruppi!